Droni esplosi in Romania: le cose da sapere
Cosa significano per noi i droni russi e ucraini esplosi in un Paese NATO
Gli episodi che hanno coinvolto droni militari russi e ucraini in Romania devono essere inquadrati nel contesto interno ed esterno al Paese, per comprenderne l’eccezionale gravità.
Ha perso la scorsa uscita di Caminantes, dedicata al caso sorto in Italia intorno allo scrittore Erri De Luca e alla relazione tra vita culturale e posizionamento internazionale dell’Italia? >Eccola.
Un drone aereo russo ha colpito la notte dal 28 al 29 maggio un edificio d’abitazione a Galați, nella Romania occidentale, causando due feriti civili e ingenti danni. La prima spiegazione, secondo cui il drone, lanciato dalla Russia, sarebbe penetrato in Romania a causa di una manovra errata della difesa ucraina, viene contraddetta da rilievi sulla traiettoria del velivolo svolti degli analisti militari del gruppo romeno Getica, ripresi anche da altre fonti romene. Il comportamento del drone indicherebbe che il lancio dalla Russia verso la Romania sarebbe stato intenzionale.
Ieri, 5 giugno, quattro droni marini – piccoli motoscafi telecomandati con cariche esplosive – sono penetrati nelle acque prospicienti il porto romeno di Constanța. Si tratta di droni ucraini, dei quali l’esercito di Kyjiv ha perso il controllo. Le autorità ucraine hanno informato quelle romene che i droni fuori controllo dirigevano verso la Romania e ciò ha permesso di evacuare le zone interessate, evitando vittime.
Le esplosioni dei droni hanno tuttavia causato seri danni materiali e sono avvenute nelle vicinanze di un terminal per l’esportazione del petrolio, importante risorsa economica per lo Stato romeno. Zone litoranee adiacenti sono state evacuate per la profondità di un chilometro, temendo altri episodi pregiudizievoli.
L’ipotesi più probabile è che un’azione di guerra elettronica condotta dalla Russia abbia sottratto i droni al controllo ucraino e li abbia rediretti verso la Romania. I rilievi tecnici proseguiranno e diranno di più.
Intanto si deve osservare che l’Ucraina non ha alcun interesse a coinvolgere altri Paesi nella guerra; ce l’ha, invece, la Russia. Possono accadere imprevisti, nel pilotaggio dei droni, ma la frequenza e la gravità degli episodi degli ultimi tempi costringe a pensare che non si tratti di casi fortuiti.
La situazione interna romena
Se gli sconfinamenti sono voluti dai russi, come tutto sembra indicare, il momento e il Paese destinatario non sono scelti a caso. Da un mese il governo romeno è in crisi. Molti ministri sono in carica ad interim. La nomina di un capo del governo incaricato è avvenuta solo in questi giorni.
Non è certo che si formi un esecutivo, per la difficoltà di comporre una maggioranza. La convocazione di elezioni anticipate non è esclusa. In Romania, come in altri Paesi europei, la scelta degli elettori non è fra «destra» e «sinistra,» ma fra i partiti sostenitori dell’Unione europea e quelli favorevoli a una sottomissione non dichiarata alla Russia.
In Romania questa contrapposizione è acuita da fortissime ingerenze di Mosca nei processi democratici. Nel 2024 tali ingerenze, dimostrate da rapporti tecnici, hanno costretto il governo ad annullare le elezioni presidenziali.
Le proteste sociali si moltiplicano. L’intervento del capo dello Stato, Nicușor Dan, a Galați, sul luogo della caduta del primo drone, si è svolto tra urla di protesta. In un Paese che lotta contro tassi record di analfabetismo funzionale, la propaganda russa ha buon gioco, nell’orientare l’opinione pubblica a proprio piacimento.
Sul piano giuridico, è essenziale sapere chi sia responsabile delle azioni dei droni; su quello della comunicazione, l’incertezza basta a favorire le forze filorusse che chiedono la cessazione degli aiuti all’Ucraina e l’uscita della Romania dalla NATO.
La situazione internazionale
La ministra degli esteri Oana Țoiu si è affrettata a rassicurare l’opinione pubblica che la Romania gode della solidarietà dell’Unione europea e della NATO; lo stesso ha fatto il capo dello Stato. La situazione è meno rosea.
Da mesi la Romania chiede all’Alleanza il rafforzamento della difesa sul fianco est, ma questo tarda. L’Italia ha inviato alcune truppe. Le reazioni ai fatti diramate da NATO e partner europei suonano piuttosto vuote.
La difesa europea è impreparata agli attacchi di droni. L’estate scorsa numerosi droni russi sono precipitati in Polonia, rivelando l’inadeguatezza delle difese. Il drone caduto a Galați ha sorvolato la Romania per soli quattro minuti, un tempo insufficiente per azioni di contrasto convenzionali. Non rassicura che i droni marini esplosi a Constanța non siano stati individuati dai radar romeni.
Episodi di intrusioni e attacchi ibridi in Europa sono pressoché quotidiani, anche se sfuggono alle cronache. Sono necessari strumenti tecnici e accordi internazionali di difesa adeguati ai tempi, ma le azioni politiche in tal senso tardano o difettano.
Se la NATO e l’Unione europea non reagiscono con determinazione a questi atti aggressivi, il consenso presso le popolazioni verso la sicurezza che esse devono garantire precipita, a tutto vantaggio della Russia. Mosca non attende altro.
Il video breve della settimana
Al Forum di San Pietroburgo è stato presentato un documento sul futuro della Russia, e ci riguarda da vicino: ci mette di fronte al più grave errore che stiamo facendo sui fatti in corso tra Russia e Ucraina:
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L’inerzia che stiamo mostrando è esasperante e frustrante. Ormai mi aspetto il peggio.